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La rivincita del terroir

La rivincita del terroir

Quando si arriva a Canelli, l’azienda agricola L’Armangia si trova sulla strada che sale dolcemente, ai piedi di morbide colline.
In questa terra – dichiarata qualche anno fa patrimonio dell’UNESCO – dal 1988 Ignazio Giovine gestisce undici ettari di vigna: «Ho iniziato dal vitigno più vecchio» racconta «quello di chardonnay, che mio padre aveva piantato tra il 1976 e il 1978».

Il nome “L’Armangia” in dialetto piemontese significa “rivincita”.
«Dopo aver concluso gli studi di enologia ad Alba, volevo rappresentare un punto di rottura rispetto alla produzione vinicola locale di quel periodo: volevo riportare la zona di Canelli alla fama di una volta, ridando ai vini di questo territorio il prestigio che meritano».

La scelta di Ignazio è stata ed è quella di produrre vini che rappresentino lui e il territorio in cui vive.
«Il vino si fa sempre allo stesso modo» spiega Ignazio «ma è la visione con cui lo produci che fa la differenza».
«Ho scelto di seguire un percorso ben specifico, che dà valore al terreno e all’uva nella loro globalità, partendo dalla posizione del vigneto, del clima e di quello che il terroir può dare agli acini d’uva».

Da questa filosofia enologica sono nati, tra gli altri, il Barbera d’Asti docg Sopra Berruti – un prodotto che si ispira alle tradizionali barbera astigiane, molto profumate e colorate – e Robi&Robi, uno Chardonnay ottenuto dai vigneti più vecchi con un eccellente equilibrio di aromi e di acidità.

LorenzoMariaSole, invece, è uno spumante metodo classico ottenuto da diversi vitigni attraverso la soffice spremitura di uve intere, che conferisce al prodotto un perlage fine e consistente.
«Il nome è una dedica ai miei figli» dice Ignazio sorridendo «mia moglie Giuliana mi aveva fatto presente che non avevamo ancora dedicato un vino a Lorenzo e Maria Sole – quest’ultima, tra l’altro, è il vero boss! – e allora abbiamo pensato di darlo a questo prodotto, fresco e vivace proprio come loro».

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